Ora tocca a te

“Se una cosa la vuoi, una strada la trovi.
Se una cosa non la vuoi, una scusa la trovi.”

(Proverbio africano)

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Non ho smesso di pensarti

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Charles Bukowski

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Niente Paura

— Cos’è la felicità per te? —
— Raggiungere una tale serenità nella mia vita da non avere paura di morire. —

 

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Sogno, o son morta?

A volte mi chiedo se sono morta oppure no.
Potrebbe essere il motivo per cui le cose non vanno avanti, stanno sempre ferme lì, e tu le attendi senza mai giungere alla conclusione perché significherebbe svegliarsi e fare i conti con la realtà, ovvero che tutto questo non esiste.
Se non nella mia mente deceduta.
A voi non capita mai di avere questa sensazione?
Nessuno chiama, nessuno risponde, nessuno scrive.
Il mondo attorno è morto.
Oppure lo sono io.
Il silenzio dell’informazione, è questo il più straziante.
Che succede oltre il confine della mia “non-morte”?
Qualcuno mi dia un segno.

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Bale-Ferrari

Mi sveglio stamattina con una notizia folgorante: Christian Bale avvistato a Modena!
A quanto pare girerà un film sulla vita di Enzo Ferrari, anche se “La gazzetta di Modena” non dà grandi informazioni a riguardo e a guardare in giro per la rete sembra che questo film esista solo per “Mymovies”.
Rumour o possibile verità non ha importanza (almeno per ora): la cosa fondamentale è che il mio amato Christian rimanga nei paraggi il tempo necessario a intercettarlo!
Se qualcuno ha notizie più dettagliate (indirizzo, numero di telefono… sto scherzando… ehm… quasi) condivida con questa povera donna suonata.
È un’opera di bene!

Bale

Christian Bale in un locale del centro di Modena (foto di Valentina Covili)

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Dawn is coming

Quasi le 3 del mattino e sono qui a scrivere dopo tanto tempo.
Non riuscivo a dormire…
Come spesso capita ultimamente.
Ho deciso di guardare un film: “The secret Life of Walter Mitty”.
Per la terza volta!
Avevo bisogno di una spinta positiva; qualcosa che tirasse fuori pensieri incoraggianti, seppure amalgamati a un impasto di tristezza.
Non starò a recensirlo, questo non è il giusto momento.
Vi basti la colonna sonora.

Walter Mitty

 

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Interstellar

interstellar_locandinaFinalmente, a quasi un mese dalla sua uscita in Italia, sono riuscita a vedere il nuovo lavoro del mio regista preferito: Christopher Nolan.
Difficile recensire Interstellar senza parlare della trama, altrettanto arduo commentarlo.
Come tutti i film di Nolan anche questo non si può catalogare: non è solo un film di fantascienza, così come Inception non parla soltanto di sogni, o The prestige della vendetta di due illusionisti.
Ogni suo (capo)lavoro, infatti, ruota intorno a importanti tematiche all’interno di un contesto più ampio che, per quanto più lampante, gli fa da sfondo.
Stavolta a fare da background è un viaggio nello spazio alla ricerca di una nuova casa, perché la Terra sta morendo e la salvezza dell’umanità è pressoché impossibile.
Ma la vera trama è il rapporto tra un padre e sua figlia, il sacrificio e l’abbandono, la fiducia e l’amore.
È commovente (grazie anche alla performance di un Matthew McConaughey che ultimamente sto rivalutando molto in senso positivo), ti emoziona, e lo fa anche attraverso le immagini e una colonna sonora (ancora una volta diretta dal bravissimo compositore Hans Zimmer) che in alcuni momenti mi hanno ricordato 2001: Odissea nello spazio; ma sa essere anche umoristico, aiutato dalla presenza di robot da uno stile molto particolare e un po’ retrò.
Tutto il film, in realtà, ha un richiamo al passato, quasi nostalgico, in contrasto con il genere scelto e l’epoca in cui ci troviamo (un futuro non ben precisato).
Un contrasto voluto, è chiaro.
Con questo film Nolan, ancora una volta, ti pone nella condizione di pensare, farti delle domande, creare dei dubbi.
È in grado di fare riemergere certe sensazioni dalle profondità dell’anima, e senza mai essere scontato o banale.
Non si limita a darti un argomento, un’idea, un’unica versione dei fatti; no, lui riesce a farti meditare, e penso sia uno dei pochi registi ad avere successo in questo, e ogni singola volta!
Il mio consiglio a chiunque, non solo agli amanti della fantascienza (perché, appunto, di fantascienza c’è “solo” lo sfondo) è di andarlo a vedere.
Prendetevi 2 ore e 40 del vostro tempo e ascoltate e osservate questo nuovo capolavoro.

Interstellar-poster-2
Interstellar Follow-up 

Astrofisica in Interstellar

FAQ Interstellar

The science of Interstellar (di Kip Thorne, il fisico le cui teorie sono alla base del film)

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Quella gelida estate

Racconto pubblicato nell’antologia
“365 Racconti d’estate”, Delos Books.

Quasi ora di pranzo e sono ancora a letto, per niente ansiosa di alzarmi. È una domenica come tante: grigia e vuota come quelle passate, che riporta alla mente ricordi infelici non troppo lontani.
Guardo fuori l’inverno farsi strada tra le case e gli alberi, ammantando il mondo di malinconia.
Dipingerebbe un bel quadro, se non portasse con sé foschi pensieri e un gran freddo dentro.
Quand’è stata l’ultima volta che ho ascoltato il suono della primavera, quando si svegliano le fate per danzare con gli insetti? E quando, mi ha toccato l’estate, con la sua stella più grande a mordermi la pelle fino a farla bruciare?
Non ne ho memoria.
Ricordo solo attesa, speranza, un sogno.
La vita come la desideravamo: una casa, un orto, un bosco, e poco oltre il mare.
– Vorrei davvero vederla, quella casa – ti dicevo.
– Ma tu la vedi. Ogni giorno, nei miei sogni, tu sei lì ad aspettarmi.
– Vorrei che non fossero solo sogni.
– Ti ci porterò, quando tutto questo sarà finito.
Ma non è mai finito, e ora mi rimane il ricordo di quella gelida estate al mare, quando mi hai detto addio, non per l’ultima volta. E il mio ritorno a Mosca, nel suo abbraccio afoso, lontano da te. E le innumerevoli notti, e gli sterminati giorni, in quel torrido prolungarsi del tempo che consumava la mia vita, che ne portava un’altra con sé.
Non te lo dissi mai.
Mi sarebbe bastata quell’esistenza a metà, quel sapore dolce-amaro che mi lasciava la tua presenza.
Quel dolore che mi spalancava il cuore quando te ne andavi, e che ci faceva soffrire entrambi mentre sognavamo a occhi aperti, abbracciati negli ultimi istanti, la vita che mai avremmo potuto avere. Inutile la mia scelta di starti vicino, inutile la tua di parlare con lei.
Eppure mi sarebbe bastato.
– A me no – fu l’ultima cosa che mi dicesti.
Un pianto sommesso mi sveglia dall’incubo di quei giorni non troppo lontani; e l’amaro ricordo si placa, ora, nel guardare negli occhi tuo figlio: ultima cosa di te che Dio mi ha donato, unica cosa di noi che mai avrà fine.

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Lettera di una ragazza suicida

Quello che segue è per chi cercherà di trovarci un senso, delle giustificazioni, una motivazione.
È per chi si chiederà “com’è possibile? Era una persona così solare.”
Non cercate di capire: non ci riuscirete.
Non fatevene una colpa: non è vostra.
Ognuno di noi vive con i propri pesi, io ho cercato di portare il mio finché ho potuto, ma non è la prima volta che provo questa strada e spero sia l’ultima.
Il sangue sta scorrendo dalla mia arteria aperta, non riesco più a muovere la mano sinistra e fra poco non riuscirò più nemmeno a usare l’altra.
Comincio a vedere annebbiato, le mie percezioni sono alterate ma devo continuare. Ho bisogno di spiegare, per voi, per rendervi il dolore più facile da sopportare.
Mi trovo in un limbo, in uno stato di inquietudine perpetuo.
Attorno a me non ho appigli, solo il perenne vuoto. Non riesco a guardare oltre, il mio cervello si ribella al pensiero di ciò che sarà perché, come può esserci qualcosa se tutto rimane uguale?
Il tempo si muove in modo angosciante, si prende gioco di me e non mi regala niente, solo memorie di giorni sbagliati.
Ruota intorno al mio presente, diventando passato e futuro ma rimanendo fermo sullo stesso punto.
Vedo solo il nulla.
E mi chiedo perché andare avanti: lottare, impegnarsi, soffrire, perdere, cadere per poi, infine, morire?
La vita è questa e io sono stanca di seguirla.
Meglio anticipare l’inevitabile secondo le mie regole, non quelle di una qualche forza superiore con un suo magnifico piano.
Se un dio esiste non mi interessa, non voglio ascoltare ciò che ha da dire, non andremmo comunque d’accordo.
Non vi adirate con nessuno, so a chi state pensando, la colpa è solo mia: non sono mai stata adatta a questo mondo e ora me ne vado con tutta la serenità che non ho mai avuto prima.
Non sento più la mano, le palpebre si fanno pesanti, forse è davvero giunta l’ora.

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La metà che non basta

Sono un sogno.
Un’idea.
La libertà.
Sono una scelta che non sarà mai fatta.
Un desiderio, l’amore, la vita.
Sono una donna: l’amante e la puttana.
Ma non sarò madre, e mai sarò moglie.
Sono la metà che non basta: sono tutto eppure niente.

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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