“Mi scusi ma lei è russa o inglese?”

Dopo giorni di confinamento in albergo per un po’ di febbre e tanta tosse, domenica sono riuscita finalmente ad andare a fare un giro in centro!

Il mio principale obiettivo era trovare la mia amata libreria di questa estate e comprare l’ultimo libro di Jordan, ma la giornata ha preso una svolta improvvisa…

Uscita dalla metro in corrispondenza della “Biblioteca Lenina”, non sapevo se andare a destra  o a sinistra per ritrovare la strada che portava alla mia meta, per cui ho seguito l’istinto e ho girato a destra: mossa errata!

Sapevo benissimo di essere dal lato sbagliato, ma ho voluto continuare lo stesso da quella parte dimenticandomi della libreria e puntando verso il Cremlino che mi guardava dall’altro lato della strada.

In realtà per arrivarci è meglio fare un altro giro, oppure prendere direttamente la metro e uscire all’ingresso della Piazza Rossa, ma in quel momento non ricordavo nulla di tutto ciò, per cui mi sono lasciata trasportare dalle mie gambe e dalla bellissima giornata adatta a camminare.

L’istinto, col senno di poi, si è rivelato corretto!

Infatti, lungo la strada, mentre cercavo un luogo per attraversare senza farmi uccidere dalle macchine in corsa, una coppia di signori mi si accosta e mi chiede esattamente quello che stavo tentando di cercare anch’io. Alla risposta classica “ya ni snaiu” (=non lo so), ecco che un altro signore (e che bel signore!) si avvicina per salvarci la vita. Era tedesco, un fotografo a quanto pareva, e parlava ovviamente inglese! Al che ho approfittato della situazione per farmi spiegare come arrivare dall’altra parte, visto che di famosi sottopassagi non ne vedevo nemmeno l’ombra!

Gentilissimo mi ha fatto notare che ce n’era uno accanto al cavalcavia poco più in là, ma che era pressoché invisibile, e mi ci sono diretta seguita dalla coppia di russi in vacanza a Mosca che si chiedevano se fossi russa o inglese!

I due invece erano di un paese impronunciabile, Ul’janovsk (e me lo ricordo solo perché mi hanno detto esserci nato Lenin), ed era la prima volta che venivano a Mosca. Lei ha studiato inglese, francese e tedesco a scuola ed era contentissima di poter trovare qualcuno con cui parlare almeno una di queste lingue!

E’ stata molto gentile, ha voluto fare una foto con me per ricordo, e mi ha invitata ad andare a trovarla a casa sua! Inoltre ci siamo scambiate le mail in modo, per lei, di potere fare un po’ di esercizio con il suo inglese.

Ecco la foto fatta dal povero marito accantonato per tutto il tragitto perché non capiva una parola di quanto stavamo dicendo!

DSC_0278

Ci ha preso in contropiede, io stavo tentando di spiegargli come farla e non ho avuto nemmeno il tempo di sorridere! La foto della signora è venuta decisamente meglio ma è rimasta in suo possesso, chissà se la metterà in un blog come me 😉

Mi ha lasciato anche un video ricordo…

 

Le poche ore di luce che sono seguite le ho passate girando per la Piazza Rossa a fare un po’ di foto.

Un consiglio: NON entrate a mangiare in nessun luogo nei dintorni a meno che non vogliate spendere un patrimonio!

Io ho voluto rischiare con una cioccolata calda ma i 5€ richiesti mi hanno fatto passare la voglia facendomela “limitare” a un più abbordabile tè caldo! Non oso pensare ai ristoranti!

Putroppo sono dovuta scappare subito per andare ad Altufievo (dove lavoro, dalla parte opposta), per cui niente libreria e niente “A memory of light”.

Ma non ha importanza, la giornata è stata comunque produttiva: è incredibile infatti ciò che si può trovare sbagliando semplicemente strada!

 

 

 

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Categorie: (Dis)Avventure di una Decathloniana a Mosca | Tag: , , , , , | Lascia un commento

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