Il nemico alle porte

Oggi è domenica e non lavoro. Odio la domenica quando sono a casa, preferisco lavorare. In verità sono a casa da tre giorni perché sono stata male, malissimo, non riuscivo a stare in piedi, e non avevo nemmeno la voglia di farlo. Ho passato le giornate dormendo, o guardando “Doctor Who”, anche se fa male sentire sempre ripetere la parola “doctor”, ma tira su il morale perché è divertente, ti fa andare in altri mondi, ti fa viaggiare con la fantasia, e non ti dà il tempo di pensare. Sì, perché ogni maledettissimo momento di silenzio che si crea inevitabilmente durante una giornata risuona stranamente forte alle orecchie e al cervello, e la mente sembre esplodere. Continuo a ripetermi di non pensarci, di ricordare solo i bei momenti e andare avanti, ancora una volta, cercando una strada da percorrere che mi porti da qualche parte, non importa dove, soltanto avanti. Ma la mente sembra si diverta a farti soffrire e ogni pensiero, anche quello più distante dall’oggetto innominabile, ti porta sempre lì e tu pensi, rimugini, cerchi un senso logico, una soluzione, analizzi la cosa da tutti i punti di vista perché non può essere davvero così, e poi ti arrendi perché, è inutile, lo sai benissimo come stanno le cose e devi accettarle, non puoi farci nulla.

Perché però era tutto diverso fino a solo un mese fa? Come si può cambiare da un momento all’altro? Come possono certe cose essere dimenticate? Ci deve essere una spiegazione logica che non faccia male. E la cerco, e la trovo, ma non mi ci posso aggrappare perché, per quanto possa essere sensata, non è la realtà adesso, in questo momento, e sperarci significherebbe solo rimanere ancora una volta delusa. Meglio pensare al peggiore dei casi e prepararsi. Eppure continuo a farmi domande, a cercare altre risposte, continuando così in un circolo vizioso che mi fa solo arroventare le sinapsi. Meglio staccare e guardare “Il Dottore” trovare risposte a quesiti assurdi mentre viaggia nel T.A.R.D.I.S. e immaginare di essere la sua compagnia di avventure. Sì, molto meglio.

Ma domani inizia una nuova settimana e forse finalmente avrò delle risposte, vere questa volta, non soltanto idee buttate qua e là. E sebbene in cuor mio sappia già quali siano e mi sia preparata al peggio, non riesco comunque a pensare a come le affronterò senza piangere.

Non sto morendo, non vi preoccupate. Tutto questo parlare di dottori può fuorviarvi. Un dottore c’entra è vero, ma non nel modo in cui si possa pensare, la mia salute è infatti perfetta, non è quello il problema. Il problema sta nella mia mente, che non vuole liberarsi di certi concetti, di pensieri malsani. Pensieri di felicità, di una famiglia, di un futuro: tutti pensieri che non avrei mai dovuto fare entrare, che sono sempre stata in grado di tenere fuori e che adesso sono quanto mai inopportuni. Sono come un cancro, mi stanno lacerando dall’interno, e voglio che spariscano perché non posso permettermeli. Sono pensieri cupi e irrazionali.
La mia vita è un’altra cosa. Non c’è spazio per questo e non ci sarà. Ho fatto crollare un muro che mi teneva al sicuro da ogni male, avevo creato torri, soldati e un fossato per non fare attraversare il nemico. Ma il nemico è riuscito ancora una volta a oltrepassare le mie difese, e questa volta mi ha ferito a morte.
Il tempo è la cura di tutti i mali, si dice, ma non sono così sicura di volere curare questo male, senza contare poi che proprio il Tempo è  sempre stato il mio nemico più grande.

Non so che fare… Dovrei ricostruire: torri più alte, mura più spesse, un fossato più profondo… dovrei ricostruire e guardare il mondo da lontano come ho sempre fatto, e non commettere MAI più l’errore di fare entrare qualcuno nella mia fortezza.

Il distacco è la chiave per vivere bene. Il freddo e calcolato distacco, finché non si diparte da questo mondo per approdare su bianche sponde, e al di là di esse un verde prato sotto una lesta aurora…

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Categorie: (Dis)Avventure di una Decathloniana a Mosca, Diaries, Thoughts & Words | Tag: , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

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6 pensieri su “Il nemico alle porte

  1. Qui risuona qualcosa, incredibile…

  2. Abbiamo tutti le stesse esperienze e tutti soffriamo degli stessi mali. E’ in qualche modo confortante, anche se ti fa rendere conto di quanto poco contiamo nell’universo. Nessuno è davvero speciale.

    • Sto per scrivere delle banalità scontatissime, chiedo scusa.
      Sì, le esperienze ed i mali sono praticamente gli stessi per tutti, ma le reazioni di ciascuno a volte sono diverse dalle nostre e sorprendenti, perfino positivamente e possono insegnare nuovi punti di vista e mostrare nuove vie da percorrere. E i sentimenti non si possono razionalizzare, purtroppo o per fortuna. Fai bene a divagare, almeno all’inizio ci vuole, non rimuginare troppo “spontaneamente” perchè già ti basta quando il cervello decide lui su cosa soffermarsi. Auta i lome, aure entuluva!

  3. Johna306

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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