Lo Hobbit-La desolazione di Smaug

Un anno fa, dopo aver visto il primo capitolo di Peter Jackson dedicato a “Lo Hobbit”, mi ero fatta la promessa di non tornare al cinema per il secondo, e l’avrei anche mantenuta, non fosse stato per la curiosità di vedere Smaug sul grande schermo. Inoltre, mi sono detta, “non potrà essere peggiore del primo”!
Errore clamoroso.
Purtroppo è vero quando si dice che non c’è limite al peggio!
Dopo i primi 5 minuti di film volevo già uscire dalla sala, ma avevo appena speso 8€ quindi era giusto dare al film una chance.
Nonostante l’immensa quantità di invenzioni, e non dico altro per non essere volgare, devo dire che in 3 ore di film una cosa azzeccata c’è, il titolo: “La desolazione di Smaug”, sì perché di desolazione si tratta, ma di dettagli!
Penso che per fare una trasposizione da libro a film, e concedersi il lusso di interpretarlo liberamente (se proprio si deve) sia necessario almeno avere letto il libro, e parliamo di nemmeno 400 pagine (nella versione economica inglese, una delle tante edizioni).
Quello che ho trovato assolutamente fuori luogo (oltre l’intera parte che sta tra il titolo iniziale e i titoli di coda), è stata la durata!
D’accordo PJ, vuoi fare 3 film per una storia che starebbe benissimo in uno e senza nemmeno troppi tagli? Vuoi prenderti la libertà di inserire qua e là a casaccio cose di cui non solo non si parla o si accenna, ma che non stanno né in cielo né in terra?
Liberissimo di farlo, ma ti prego, non chiamarlo “Lo Hobbit”!
E se proprio devi allungare a dismisura un film (anzi 3!), non è forse meglio farlo almeno con cose che rientrano nella storia???
Quello che ho visto ieri sera è stato uno scempio totale di un’opera che forse in molti reputano “minore” (di sicuro lo stesso PJ), per cui non valeva la pena dedicarsi tanto per ottenere un buon film, al contrario di quanto è stato fatto per il SdA (che nonostante le molte “interpretazioni” è stato reso in maniera eccellente). Le aspettative che c’erano all’epoca per quel film erano così tante che forse PJ, intimorito dall’idea dei fan che potevano presentarsi a casa sua armati di asce e spadoni, ha dato il meglio di sé per accontentare un pubblico così numeroso come quello dei Tolkieniani.
O forse semplicemente non credeva di poter trasformare un libro così “esiguo” (in termini di pagine e contenuti) in un altro capolavoro cinematografico senza aggiungere quello che, a suo avviso, era evidentemente essenziale e mancante nella storia narrata da Tolkien.
In questo film continuiamo purtroppo a vedere Nani ridicolizzati caratterialmente ma anche a livello di costumi, un Radagast (la cui presenza nel libro è solo accennata) che sembra un senza tetto ubriaco e che ha perso il senno, e scene un po’ troppo uguali a quelle del SdA.
Credo di avere apprezzato sì e no 2 cose in tutto il film: Sauron nella pupilla del suo stesso occhio (scena limitata a quel preciso istante), e Smaug.
Il resto non si può affrontare. Certo visivamente non c’è che dire, gli effetti speciali, l’ambientazione, i costumi (a parte per Nani, Radagast e il Master di Esgaroth) sono eccezionali, ma un film deve essere più di questo, soprattutto poi se preso da un libro.
Ho trovato carina l’idea iniziale di Brea, volutamente analoga a quella del SdA (compreso PJ che mangia la carota), ma ne avrei comunque fatto anche a meno, erano già 5 minuti di troppo.

Ma andiamo con ordine…

Immediatamente dopo Brea ritroviamo la nostra compagnia ancora inseguita da Azog (di cui deve esserne il fantasma dato che lui è morto tempo addietro), i Wargs (e questo almeno è corretto) e… un orso!
Ma l’orso, noi che abbiamo letto il libro, sappiamo bene chi è, anche se non ce l’aspettavamo così presto e in pieno giorno, ma va beh, interpretazione…
Nel libro l’incontro con Beorn avviene grazie ad un astuto stratagemma di Gandalf, ed è molto simpatico.
Per farla breve, lo stregone fa attendere tutti i nani fuori dalla proprietà di Beorn, mentre lui insieme a Bilbo si reca all’interno della casa per presentarsi all’uomo, il quale chiede ai due ospiti di raccontare la loro storia. Gandalf comincia così a narrare le sue avventure, suggerendo con finta indifferenza che vi siano altri compagni oltre lui e Bilbo, così che Beorn si incuriosice e i Nani, uno alla volta, finiscono per essere chiamati da Gandalf per presentarsi all’uomo.

“I was coming over the mountains with a friend or two…” said the wizard.
“Or two? I can only see one, and a little one at that,” said Beorn.
“Well to tell you the truth, I did not like to bother you with a lot of us, until I found out if you were busy. I will give a call, if I may.”
“Go on, call away!”

Così si presentano i primi due della fila: Thorin e Dorin, e il racconto continua in questo modo finché tutti i Nani non sono presenti.
Mi rendo conto che a livello cinematografico forse una scena simile poteva risultare troppo ripetitiva, e comprendo la necessità di accorciare il tutto con un’unica entrata in scena.
Ma non succede nemmeno questo!
Infatti la compagnia si intrufola in casa di Beorn, inseguita da questo sotto forma di orso, e si mette pure comoda come fosse casa loro! E il giorno dopo, quando finalmente incontrano l’uomo, lui non si sorprende di trovare dei perfetti sconosciuti in casa, però sente di doverli intimidire sottolineando il suo odio per i Nani, cosa che nel libro è appena accennata.
Infatti, nonostante Beorn sia un tipo burbero, diffidente e solitario (motivo per cui Gandalf, nel libro, lo approccia in quel modo, non entrando di soppiatto in casa sua!), nel libro ride, e viene intrattenuto piacevolmente dal racconto di Gandalf. Non fa minacce ai Nani e, per tutta la durata della loro permanenza nella sua casa, Beorn si dimostra gentile e contento di aiutarli.
Voto negativo.

“Following the hall of beornhim they found themselves in a wide hall with a fire-place in the middle. Though it was
summe
r there was a wood-fire burning and the smoke was rising to the blackened rafters in search of the
way out  through an opening in the roof.”

Lasciato Beorn, la compagnia (senza Gandalf che ha urgenti affari da sbrigare a sud) si addentra nel Bosco Atro, il cui sentiero che non si deve mai lasciare, per qualche arcano motivo PJ ha pensato bene di piastrellare, tanto che per un attimo ho creduto di stare a guardare “Il mago di Oz”!
Piastrelle a parte, ci troviamo a vedere una foresta non troppo cupa (come invece dovrebbe essere), e che ha un effetto ipnotico e negativo sui viandanti che la attraversano. Fin qui tutto ok, abbastanza coerente con la storia, nonostante manchi della scena di Bombur che, caduto in un corso d’acqua nero e pericoloso, sprofonda in un sonno che non sembra avere fine: omissione questa che posso perdonare.
Ma visto che sono pignola, quando Bilbo si arrampica su un albero per cercare di orientarsi, non vede farfalle azzurre e bellissime ma:

“…they were a dark dark velvety black without any markings to be seen.”

Ora, capisco la faccenda dell’interpretazione, ma proprio non riesco a comprendere il senso nell’eliminare dettagli che certamente possono anche essere omissibili, per poi però inventarsi cose che non esistono!
E continuo su questa linea: in un film che dura 3 ore, la cui parte finale (su cui mi soffermerò dopo) è stata oltremodo allungata inutilmente, possibile che non ci potesse essere spazio per quello che accade nella foresta descrivendolo in modo il più possibile dettagliato?
Infatti, prima dell’arrivo dei ragni e della cattura dei Nani, nel libro la compagnia insegue alla cieca delle luci che appaiono e scompaiono in mezzo al bosco (che poi scopriamo essere degli Elfi), fino a che non si allontanano dal sentiero e finiscono per perdersi. Bilbo poi troverà i Nani imbozzolati dai ragni, userà l’anello per nascondersi dalle bestie, distrarle e richiamarle qua e là, finché non le allontana abbastanza da poter liberare prima Fili e poi gli altri. Quando infine si riuniscono tutti scoprono che Thorin manca all’appello, catturato dagli Elfi di Bosco Atro. Il resto dei Nani verrà poi imprigionato subito dopo mentre sono alla ricerca del loro capo.
PJ ha leggermente cambiato questa parte, ma è un’interpretazione che non toglie niente alla storia se non per la cosa agghiacciante che ha deciso di inserire: Bilbo perde l’anello, ovviamente per colpa della natura di tale oggetto si infervora, e quando vede un ragno trovarsi sulla strada tra lui e il suo tesoro, una rabbia feroce si impadronisce di lui e si scatena sulla creatura riducendola a pezzi.
PJ perché? Era proprio necessario farci capire come l’anello ha una presa su Bilbo in questo modo? Lui che ha avuto pietà di Gollum e non l’ha ucciso prima, come mai si trasforma in un essere sanguinario ora?
Voto negativo.

Ma la parte migliore deve ancora arrivare!
Se fino ad ora il film poteva essere in qualche modo guardabile, con l’entrata in scena degli Elfi crolla miseramente da ogni parte.
Mi congratulo con PJ perché è riuscito almeno a osservare il disegno di Tolkien dei cancelli del Re degli Elfi e a riproporlo uguale.
Il resto non si guarda…Scialpi-Thranduil
Innanzitutto Thranduil mi ricorda troppo Scialpi e la moda dei sopracciglioni anni ’80!
Inaffrontabile.
Secondo, non so se sia colpa dell’osceno doppiaggio o la pessima recitazione dell’attore, ma a me più che sembrare un re altero e che ha in odio i Nani per motivi, dal suo punto di vista giusti, ha dato l’impressione di essere un idiota superbo e viziato che sta rinchiuso nella sua dimora solo perché “gli va così”.
E vogliamo parlare di Tauriel?
La mia pelle aveva già cominciato ad accapponarsi ben prima di vedere il film, alla notizia della presenza di un’ Elfa che doveva essere l’innamorata di Legolas. Inutile dire l’orrore nel vederla invece flirtare con Kili, un NANO! Ma dico, scherziamo?
No comment.
Ma il vero orrore arriva dopo: la fuga rocambolesca sui barili e la conseguente battaglia (anche qui) con i goblins delle montagne, questa volta capeggiati da qualcuno che inizia con la B… (anch’esso stranamente albino).
Ovviamente non possiamo aspettarci che PJ lasci scappare i Nani in modo quieto e   simcrashbandicootwrath0002
silenzioso com’è descritto da Tolkien, assolutamente no, non sarebbe troppo
cinematografico. Certamente ci vuole azione, sì, concordo con te PJ, ma dico io, era proprio necessario ferire Kili? O fare saltellare Legolas come Crash Bandicoot? O, peggio del peggio, creare il Nano Rotante: la nuova arma di Goldrake!
Voto assolutamente negativo.

Ma come tutti i lettori sapranno, una volta scappati dalle prigioni i nostri Nani, al sicuro DENTRO ai barili con Bilbo a guidarli dall’esterno, arrivano alla città di Lagolungo e, una volta liberati, Bilbo, Thorin, Fili e Kili si dirigono direttamente alle porte della città presentandosi per quello che sono.
Addirittura vengono accolti dalla gente con gioia, perché finalmente il re sotto la Montagna è tornato! E il governatore della città (Master, in inglese) si rassegna al volere del popolo dando ai Nani vitto in abbondanza e alloggio, finché non decidono poi di partire alla volta della Montagna.
Come ben vedete, tutto quello che ha architettato PJ è, non solo scorretto, ma anche esageratamente inutile!
E che dire di Bard?

“But there was still a company of archers that held their ground among the burning houses. Their captain was Bard, grim-voiced and grim-faced, whose friends had accused him of prophesying floods and poisoned fish, though they knew his worth and courage.”

Cosa è passato nella mente di PJ per trasformare quest’uomo, da capitano degli arcieri a chiattaiolo con famiglia da sfamare? E perché mai dovrebbe tenere nascosti i Nani dal Master e Vermilinguo versione seconda?
Non riesco a capirlo.
Senza contare poi la continua presenza inutile di Tauriel e Legolas, e ancora una volta il verificarsi di scene già viste nel SdA: non so voi ma Kili moribondo mi ricorda infatti un po’ troppo  Frodo quando, ferito, incontra Arwen dopo la fuga da Colle Vento.
Voto negativo.

Ma c’è un’ultima cosa, l’unico motivo che mi ha spinto a non lasciare la sala prima della fine, di cui ormai speravo si approssimasse la venuta.
Smaug.
Prima però devo fare due piccoli passi indietro.
Innanzitutto Kili (e di conseguenza Fili e poi l’altro che non si sveglia in tempo) non viene lasciato a Esgaroth, ma va con il resto della compagnia. Perché dunque questo cambiamento di programma?
Probabilmente è servito a PJ come stratagemma per fargli incontrare Tauriel e scatenare il delirio successivo a me tuttora incomprensibile, o forse ci sarà qualche arcano mistero che si svelerà alla fine del terzo e, grazie al cielo, ultimo film. Non so, ma ancora una volta immagino PJ e compagni scervellarsi su come e cosa inventare per allungare il brodo, quando sarebbe bastato LEGGERE E SEGUIRE IL LIBRO!!!

L’altro passetto indietro lo facciamo verso la porta di Durin.
Evidentemente per PJ il film non era ancora abbastanza lungo, di conseguenza richiedeva una perdita di tempo inutile davanti alla porta, durante cui Thorin abbandona l’impresa, getta la chiave e se ne va con gli altri. Ma Bilbo trova la serratura, richiama indietro i suoi compagni e, nel mentre, quasi getta davvero al vento (letteralmente) la chiave e le loro speranze, se non fosse tornato indietro Thorin proprio al momento giusto! E io che mi aspettavo di vedere volare la chiave giù dalla rupe, e farmi altri 20 minuti di film per vedere Nani e Hobbit salire e scendere dalla montagna! Che bravo PJ!

Ma passiamo a Smaug.
Visivamente non c’è che dire, molto bello. La scena con Bilbo è stata resa davvero bene, ma, come al solito, era necessario strafare.
Non ho contato il tempo trascorso dall’entrata nella Montagna alla fine del film, ma credo siano passati almeno 40 minuti buoni.
E in questi 40 minuti tutto quello che succede è TOTALMENTE frutto della fantasia di PJ che, ancora una volta, ha voluto ignorare il libro.
E pensare che con l’entrata in scena di Smaug era riuscito ad acquistare qualche punto!
Ma era proprio necessario tutto quel trambusto con i Nani che scappano qua e là? A che pro portarsi dietro Bilbo se poi, tutti insieme, decidono di affrontare il drago?
E vogliamo parlare di quell’enorme statua d’oro che ad un certo punto si liquefa sfidando le leggi della chimica? Qual è il punto di tutto ciò?
Ma poi, mi chiedo, cosa se ne facevano i Nani di uno stampo gigante di loro stessi, chiuso all’interno della montagna e, soprattutto, usa e getta? Sì, perché non so se avete notato ma lo stampo è stato distrutto per fare spazio alla statua, cosa che mi fa immaginare i poveri fabbri imprecare ogni volta che dovevano crearne una solo per la fatica di dovere erigere e distruggerne lo stampo!
Ridicolo.
E inutile.
Ma, Iluvatar sia lodato, siamo giunti alla fine di questo strazio: Smaug finalmente si decide ad uscire dalla montagna e vediamo Bilbo terminare la scena con un’ultima frase: “che cosa abbiamo fatto?”
E io lo chiedo a te PJ, che cosa hai fatto?

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25 pensieri su “Lo Hobbit-La desolazione di Smaug

  1. Una sola cosa: Menegroth non sta a Bosco Atro…rivediti il Silmarillon! ^^

  2. No Problem! comunque Son abbastanza d’accordo su tutto ma dovremmo ricordare che il linguaggio cinematografico ha delle esigenze e delle espressioni che sono in parte o completamente diverse da quello letterario. Quindi, sebbene abbia anche io storto il naso più di una volta durante la proiezione, devo dire che il film è riuscito ad avere un 7 come mia valutazione. Forse un po’ troppo ma tutto sommato mi ha convinto…^^

    • A me proprio no, anche con tutte le giustificazioni del caso. Forse il terzo riuscirà meglio, anche solo per il fatto che non ci sarà più niente ormai da inventarsi, visto che si arriva alla resa dei conti.
      Speriamo.

  3. Nadia Strawberrie

    Ero curiosissima di leggere la tua opinione in merito!
    Devo dire che condivido molti dei tuoi commenti, in particolare su Beorn e sul finale con trambusto di nani che scappano qua e là (Tauriel non mi va nemmeno di nominarla, fai un po’ tu…).
    Avrei modificato qualcosa? Certamente, anzi: avrei modificato moltissimo! Eppure non posso dire che il film non mi sia piaciuto.
    Non è un capolavoro (nemmeno lontanamente paragonabile a ISdA, ma ormai me n’ero fatta una ragione) ma riesce comunque ad intrattenere, farmi divertire e tenermi incollata alla sedia per tutte le sessantordici ore di durata.
    Insomma, che questo Hobbit fosse “altro” rispetto all’opera di Tolkien si era già capito… per me è comunque sufficiente a colmare quel senso di nostalgia da Terra di Mezzo che mi assale di tanto in tanto!

    • Non so Nadia, a me la nostalgia non si colma con questo film, anzi me la fa venire lol
      Io proprio non sono riuscita a reggerlo, non vedevo l’ora che finisse giuro. Quando è uscito il primo stavo anche male (e infatti mi hanno operato due giorni dopo) e ho attribuito in parte a questo la voglia di scappare lol Ma dopo aver visto anche il secondo (e senza malori!) devo proprio dire che la voglia di scappare dalla sala era dovuta solo al film. Che tristezza.

      • Nadia Strawberrie

        Mi fai morire dal ridere xD
        Comunque capisco benissimo il tuo punto di vista da appassionata e ti ripeto, condivido molto del tuo pensiero e anch’io dal primo capitolo ero rimasta delusissima (scrissi un papiro infinito su tumblr pieno di lamentele a proposito). Adesso, a distanza di un anno, credo si tratti proprio di avere un approccio differente con la visione. 😉

  4. Barbara

    Ti ringrazio perché rispecchi totalmente il mio pensiero. Io, al contrario di te, non andrò proprio al cinema, casomai acquisterò il dvd quando, verso aprile-maggio, uscirà

  5. Roberto Zingarlini

    La totale mancanza di elasticità di vedute e di accettazione dei Tolkieniani più oltranzisti, estremisti e intransigenti è patetica. Ma rilassatevi un attimo e accettate il lavoro di Jackson per quel che è ovvero un film tratto da un romanzo di cui mantiene comunque, bene o male, la struttura narrativa. Figuriamoci se avesse fatto un film totalmente fedele al romanzo quali sbadigli in molti momenti. Il dna di una riduzione cinematografica non potrà mai essere compatibile con quello di un romanzo. Ci sono in gioco dinamiche visivo narrative totalmente diverse. Le sciocchezze gratuite abbondano sicuramente su LDDS come sul precedente capitolo, più o meno pesanti (o ridicole), ma nell’insieme è un buon film dal ritmo adrenalinico. Cosa chiedere di più a PJ e alla cinematografia americana moderna, ormai alla frutta?

    • Io penso che sia un brutto film anche dal punto di vista cinematografico, non solo per i tolkieniani, e ho visto che sono in molti a nn averlo apprezzato, anche senza essere dei fan sfegatati. In ogni caso, i gusti son gusti.
      Cmq, nonostante la malattia mentale, mi rendo ben conto che un film è e deve essere diverso da un libro (e non sempre un libro è migliore), non si può rendere tutto allo stesso modo e forse e anche giusto che sia così. La mia critica non sta tanto nell’interpretazione di certe scene o punti (nel SdA infatti molte “rivisitazioni” del tutto sbagliate e/o cmq diverse sono state cmq rese molto bene, ad es. l’arrivo degli Elfi al Fosso di Helm è una bellissima scena, anche se inesistente nel libro), ma proprio nella struttura generale, e si vede infatti soprattutto nel finale a Esgaroth. Non concepisco il senso di inventarsi cose assurde quando basterebbe attenersi a quello che c’è e poi, se troppo banale/lento/poco cinematografico ecc allora liberissimo di sviluppare poi altro, ma la base, lo scheletro, ci deve essere. E qui lo scheletro della storia, come dici tu, non è per niente mantenuto.
      In questo caso si vede che è più l’amore per i soldi che non di portare al pubblico un’opera importante quella che ha fatto smuovere PJ, a differenza dei primi film. Cn questo nn voglio dire che non pensasse ai soldi anche all’epoca (come è giusto che sia visto che lavora), ma si vedeva che non so, forse perché era un taboo, una cosa mai provata prima su questa scala, a me ha dato l’idea che ci abbia messo più cuore.
      Cmq, ripeto, i gusti son gusti, io continuo a dire che mi ha fatto letteralmente c*****, perdona il francesismo XD

  6. Roberto Zingarlini

    Francesismo concesso, anzi chiedo venia visto che l’esordio
    del mio intervento è stato un po’ troppo animoso.
    Trovo che paragonare questa trilogia alla storica di TLOTR
    sia quantomeno ardito, quando non impietoso.
    E’ ovvio che le due storie siano legate, ma anche i romanzi non
    sono certo paragonabili.
    Lo Hobbit l’ho letto tre volte (tra l’altro ho anche la bellissima
    versione a fumetti) e ogni volta l’ho trovato poco più che una storia
    per ragazzini, con molti momenti un po’ blandi, diciamo (parere mio eh).
    Il Signore Degli Anelli ad un certo punto assume quasi i toni del poema
    cavalleresco, per cui…
    Nonostante tutto, ho sempre mal digerito certe posizioni estreme ed
    intolleranti, ma giustamente ognuno dà il parere proprio.
    La versione cinematografica di questa trilogia ha un sacco di difetti,
    sia di sceneggiatura che di “spettacolarità” (scene ridicole) ma
    nonostante tutto non riesco a stroncarla e forse, oggi come oggi,
    al di là di discorsi legati all’aspetto più venale di questa
    nuova impresa di PJ, è il sistema più efficace per attirare l’attenzione
    dei giovani su questo stupendo mondo letterario 🙂

    • Sull’ultima frase mi trovi d’accordo, anche se devo dire purtroppo, ma così va il mondo XD
      Io purtroppo non riesco a farmelo piacere, e mi dispiace, mi consolo col fatto che almeno ho potuto vedere un bellissimo Smaug che altrimenti avrei solo immaginato, e tante altre belle immagini portate alla “realtà”, diciamo così, per il resto che dire… c’è sempre il libro 😉

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  8. Luca

    scusate l’intromissione,ma ho letto tutta la discussione e mi sta venendo naturale contribuire alla visione dell’insieme.
    A prescindere da fatto che dei film finora usciti da PJ sull’opera di JRR Tolkien questo sia stato quello che meno mi ha intrigato,vorrei poter affermare che dai Nani mi aspettavo effettivamente qualcosa di meglio; sembrano poco più di un’armata Brancaleone e l’epicità della loro ventura è semplicemente realtiva alla grandezza delle ambientazioni della Montagna solitaria, il loro forte senso patriottico è molto velato e labile al confronto dell’azione insita nella pellicola.
    Eppure se proprio dobbiamo dircelo che i Nani vi possano piacere o meno, erano caparbi,generosi e crudeli,sicuramente fieri ed indomabili; ma tutto questo nel film si percepisce a mala pena.
    Peccato! e peccato anche per la voce di Smaug che a parte la sua prima uscita, perdere quasi sempre perdere quella profondità infinità che dovrebbe creare terrore ad ogni sussuro.
    Ma una cosa buona l’ho trovata… il tesoro dei Nani è meraviglioso.. una distesa oltre ogni immaginazione, e cosi mi sono immaginato nel ruolo di GDR quanto dovremmo esser stati patetici quando erroeamente cercavamo di convincere il Master che avremmo potuto portar via ogni ben di dio con tre misere sacche!!!
    I dubbi mi rimangono, la suggestione di certi particolari ambientali anche,ma perchè puntare tutto sull’azione e rendere adrenalinico il tutto quando ci si è quasi totalmente lasciati alle spalle tensioni e confronti psicologici che potevano dar maggior profondità a tutto il racconto?

    • Ciao Luca e grazie per il tuo commento!
      Concordo con te e rido pensando ai GDR, hai ragionissima lol
      Il perché non sia stata data profondità alla storia è, senza alcun dubbio, dovuto al fatto che PJ non pensava che il libro potesse essere abbastanza buono da “solo”. Non credeva che avrebbe eguagliato il SdA e ha dovuto infilarci quello che, diciamocelo, fa girare il Soldo. Mi spiace perché con i mezzi a sua disposizione avrebbe potuto fare un capolavoro, se solo si fosse attenuto alla profondità della storia! Poteva inserire comunque qua e là qualche suo effettone speciale certo, ma non per questo avrebbe stravolto l’essenza del racconto… se solo avesse voluto.

  9. Per quanto riguarda la statua del nano con lo stampo a perdere, credo che pj si sia bassto sul procedimento della fusione a cera persa usato ad esempio dsgli antichi greci. per il resto sono d’accordo con te!

  10. Francesco

    Condivido al cento per cento la recensione. Premetto una cosa al mio commento (che forse risulterà esageratamente lungo, ma abbiate pazienza, ho bisogno di sfogarmi: tutti quelli con cui ho visto il film, o con cui ne ho parlato, sembrano essere stati lobotomizzati in fase di adorante ammirazione ed estasi mistica, e risultano perciò impermeabili a qualsiasi scambio critico di opinioni). E’ stato grazie alla precedente trilogia di Peter Jackson (che ho amato e amo tuttora, per il risultato finale e per la competenza e la passione dimostrate nella realizzazione della sua prima trilogia, vedi contenuti extra dell’extended edition) che mi sono avvicinato a Tolkien e alla Terra di Mezzo… anzi, più ampiamente, ad Arda. Alla notizia della decisione di integrare la storia de ‘lo Hobbit’ con materiale tratto dalle appendici de ‘il Signore degli Anelli’ per creare un ponte narrativo tra le due storie, ammetto di aver pensato “Bene! Visto l’ottimo lavoro fatto con la precedente trilogia, e il rispetto misto a venerazione per l’opera originale dimostrato dagli sceneggiatori (ricordo un’intervista a Philippa Boyens nei DVD dei contenuti extra in cui le brillavano letteralmente gli occhi al solo parlare di Tolkien) credo che ne vedremo delle belle!” Da questa premessa potrete immaginare la mia delusione. Delusione già cominciata dopo aver visto ‘Un Viaggio Inaspettato’. Voglio dire, che cavolo di bisogno c’è di resuscitare Azog, morto anni prima quando, volendo aggiungere un nemico con un nome preciso e non accontentandosi di anonimi goblin e mannari presentati nel libro, si sarebbe potuto semplicemente anticipare l’entrata in scena di Bolg, che, ai tempi delle vicende narrate, ha l’indiscutibile vantaggio di essere vivo? Ciliegina sulla torta: nel secondo film viene effettivamente anticipata l’entrata in scena di Bolg (così adesso ci sono due orchi grandi, grossi e albini), perché Azog ha finito le ferie, e non ha più il tempo di dedicarsi al suo sport preferito, la caccia al nano: è stato convocato da Sauron in persona per “guidare le sue legioni”. Se Azog è grosso modo lo smacco più imperdonabile del primo capitolo (ammetto che ce ne sarebbero altri, ma non voglio suonare ipercritico), da ‘la Desolazione di Smaug’ ho proprio avuto l’impressione che Jackson, Walsh, Boyens e Del Toro (non so quanto del suo lavoro sia rimasto nella versione finale, ma visto che il suo nome compare nei titoli di coda…) non avessero letto lo stesso libro di tutti noi poveri affezionati delle avventure di Bilbo. Zoppicando fin dall’inizio: come ricordato dall’acutissima Silma Keni (che ringrazio di cuore: con la sua recensione mi ha dato prova tangibile del fatto che esistono persone che amano Tolkien al di là e più in profondità di effetti speciali, nani rotanti e gelosi principini elfici dalle orecchie a punta) la scena dell’arrivo e ingresso alla casa di Beorn è un pezzo divertentissimo nel libro, dove Gandalf dà prova di tutta la sua intelligenza e acume nel perseguire la sua missione, mentre nel film sembra l’irruzione dell’armata brancaleone. Tra l’altro Beorn è presentato come un licantropo dal passato tragico. Vabbé. L’attraversamento di Bosco Atro sembra un trip da acido (anche qui, occasione sprecata per mettere insieme qualcosa di comico pur rimanendo nei binari della storia: Bombur addormenato e i restanti membri della compagnia che sono costretti a trascinarselo dietro come un GROSSO sacco di patate). Gli Elfi che puntano frecce in un agguato contro i Nani, neanche fossimo a Lòrien ne ‘la Compagnia’. Devo dire che non so se mi ha infastidito di più la presenza di Legolas o Tauriel… forse una combinazione dei due. L’instaurasi di un improbabile triangolo amoroso tra Elfa, Elfo e Nano, ecco, credo che qui abbiamo toccato il fondo. Per non parlare dell’inutile, anzi, dannoso! parallelismo iconico tra la scena con l’erba Athelas tra Tauriel e Kili e quella, secondo me molto bella, tra Frodo e Arwen ne ‘la Compagnia’: quest’ultima prova del fatto che, volendo, si può riuscire bene anche modificando leggermente l’esatto svolgersi degli eventi come sono narrati nel libro, mentre la versione più recente Nano-Elfa mi è sembrato un’autocitazione forzata e per niente elegante, e a parlare è uno che ha sorriso quando, in ‘Un Viaggio Inaspettato’, ha visto Gandalf salvare i Nani e Bilbo dai Troll spaccando la roccia come farà poi col ponte di Khazad-dûm, o sussurrare a una falena per chiamare le Aquile come farà da prigioniero sulla cima di Orthanc. A tal proposito, per favore, qualcuno dica a Gandalf di non andare da solo a visitare torri: finisce sempre sbattuto contro un muro e imprigionato! Ah, non è che, per caso, qualcuno sa dirmi come ci si procura una freccia Morgul? Avevo sentito parlare di lame Morgul (impugnate da Angmar, non certo da un orco qualunque) ma mai di frecce. Chissà se esiste un intero armamentario Morgul, tipo corredo o linea di coltelli da cucina (Morgul Blade serie 3 perfetta, garantisce chef Tony…).
    La scena del dialogo tra Bilbo e Smaug è una delle poche che si salvano, molto convincente la realizzazione del drago, un po’ meno la lotta coi Nani, tipo gag del Benny Hill Show. Un film tecnicamente molto ben realizzato (il 3D, versione standard, visto che in Italia le sale attrezzate per i 48 fps sono ancora così poche, mi è sembrato decisamente superiore agli altri che ho visto; per la verità non tantissimi, non sono particolarmente amante, ma abbastanza per riscontrare ancora una volta le grandi capacità di sir Peter), fatto che tuttavia non depone completamente a suo favore: la mia delusione è dovuta al fatto che, ormai più di un decennio fa, Peter Jackson e la sua squadra si erano dimostrati capaci di fare magie, o meglio, di saper portare la magia della Terra di Mezzo agli spettatori. Forse il progresso dei mezzi tecnici (ricordo, sempre dai contenuti extra de ‘Il Signore degli Anelli’, che per la vecchia trilogia si siano in più casi dovuti inventare quasi da zero tecnologie e tecniche cinematografiche per realizzare cose che nessuno prima era mai riuscito a portare sullo schermo) che pure ha consentito di avere un Gollum e uno Smaug straordinari, ha in qualche modo facilitato troppo le cose (non so se è chiaro come concetto, non credo di sapermi spiegare abbastanza bene… penso che il doversi scontrare con difficoltà tecniche, poi brillantemente superate, abbia tirato fuori il meglio dalla regia di P.J., di conseguenza non vorrei che, avendo a disposizione dieci anni in più di progresso nella tecnologia degli effetti speciali, abbia in qualche potuto dare troppo spazio a qualsiasi fantasia gli sia passata per la testa. Ma sono solo miei elucubrazione da fan Middle-Earth-addicted). Cosa dire? Speriamo che con il terzo capitolo raccolga i cocci di questa ‘Desolazione’ e ritrovi un po’ di sintonia col vecchio Peter che ho amato e ammirato.
    Mi scuso ancora per la lunghezza…

    • Ciao Francesco, grazie per il commento,non potevi dire di meglio!
      Il tuo concetto sulla “evoluzione della tecnologia jacksoniana” è chiarissimo e sono completamente d’accordo con te. Nel SdA avevano realizzato moltissime cose a mano e gli orchi e gli uruk erano “veri”, qui credo sia tutto digitiale o cmq in buonissima parte. PJ ja fatto come Lucas e la sua “nuova” trilogia di Star Wars di qualche tempo fa: oltre al fatto che, cronologicamente parlando, l’immissione di effetti speciali in modo così irruente stonava e cozzava con la trama, ha spostato proprio l’attenzione sulla spettacolarità delle scene e non sui contenuti. Alla fin fine, nonostante i decenni di differenza tra la prima trilogia e la seconda, e la conseguente evoluzione tecnologica, non c’è storia tra le due: gli episodi 4,5,6 (i vecchi!) rimangono in assoluto i migliori, alla faccia degli effetti speciali!

  11. Non solo mi sono tenuto questi 8 euro, ma anzi 16 visto che il primo film l’ho visto allo schermino in aereo 🙂

    Comunque si, 9 ore per un libro di 400 pagine non si posson vedere, al massimo potrebbero starci per il Silmarillion che, più che narrativa, è un’enciclopedia.

  12. Assolutamente non d’accordo su vari punti, ma soprattutto riguardo Thranduil: Lee Pace è un attore davvero bravissimo in qualunque ruolo, basta vedere la sua filmografia. Secondo me rende perfettamente il re di Bosco Atro sotto ogni punto di vista (aspetto, voce, interpretazione).

    • Probabilmente è il doppiaggio, in genere infatti guardo i film in lingua proprio per non farmi fuorviare ma questo non ce l’ho fatta a riguardarlo, mi cascano le braccia.

  13. Ti dico solo una semplicissima cosa: guardati i film di Percy Jackson dopo averne letto i libri. E dopo magicamente, quasi come in un incanto alla Harry Potter , questi film ti sembreranno delle perle, dei capolavori di inestimabile bellezza. No, comunque io ho letto il libro dell’hobbit e ho notato pure io delle incertezze nel film. Ma come sono venuti i film di Percy! Mi ha fatto cambiare idea su tutte le altre trasposizioni cinematografiche che consideravo deludenti 😉
    Devo dire che scrivi veramente bene e con le recensioni ci sai fare. Mi è piaciuto ^^
    -elysium

    • Io finora (a parte “La lettera scarlatta” in cui mi è piaciuto più il film del libro) ho sempre preferito il libro, non c’è niente da fare. Ci sono dei film che effettivamente possono acquistare punti dopo averne letto i libri, ma spesso deludono. Capisco anche io che la trasposizione cinematografica non può essere la copia esatta del libro, ho amato il SdA ilm lo stesso nonostante tante imperfezioni e invenzioni. Quel che non sopporto è il completo stravolgimento, tanto vale a quel punto cambiare titolo! Questo è il caso de “Lo hobbit”, purtroppo.

      Grazie per i complimenti 🙂

  14. Letto tutto con interesse! Grazie a tutti e soprattutto alla padrona di casa.

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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