Acqua calma tra fiumi

Dopo un settimana trascorsa alla fattoria di Norra Stene (il cui nome significa letteralmente “pietra del nord”) mi sembra doveroso raccontarvi qualcosina…

Il luogo è incantevole, come uscito da un romanzo fantastico. Ogni cosa qui è intrisa di storie e leggende, ed è meraviglioso potere scoprire, giorno dopo giorno, qualcosa in più di questa stupenda nazione.
A portare avanti la fattoria sono Staffan e Carina, una coppia di circa sessant’anni ma con un’energia da fare invidia al più baldo giovine. Carina poi è più tecnologica di me: i-phone, i-pad, profilo facebook, due pc… a confronto l’anziana sono io!

Carina e Staffan

Oltre alla coppia a Norra Stene vivono anche diversi parenti di Staffan, la cui famiglia ha abitato qui sin dal 1909!
Boschi rigogliosi fanno da corona al lago Sillen, “acqua calma tra i fiumi”, i due che passano per le cittadine di Gnesta e Trosa, e un tempo era solcato dai Vichinghi che arrivavano con esso fino al mare. Molte delle loro tracce si ritrovano tra le numerose tombe e pietre runiche disperse nei dintorni, e una collina in particolare sa di memoria antica, e sembra chiamarmi di continuo…

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Non ci sono animali a cui badare, se non due cavalli (Soldan e Hrimnir, rispettivamente Sultano e Ghiaccio) di cui si prende cura Carina perché hanno una dieta alimentare particolare, e un centinaio di pecore che però stanno nel bosco dietro la casa per tutta l’estate.
Rimangono Pippi, il cane (come Pippi Calzelunghe) e due gatti: Spektakel e Krakel, ma nessuno dei tre ha bisogno di essere accudito.
Quindi cosa ho fatto in questa settimana e tre giorni?
Niente di arduo, se non per la fatica di spostare il fieno, che è un ottimo esercizio per dorsali, bicipiti, tricipiti, pettorali e addominali!
Il resto è stato raccogliere erbe per preparare marmellate e liquori e pitturare, pitturare e pitturare, cosa che non mi è dispiaciuto per nulla: mi ha dato il tempo di pensare e riflettere e, quando non pensavo troppo, rilassarmi… che però non mi riesce quasi mai.

painting

Lavoro a parte… Venerdì scorso abbiamo festeggiato la vigilia di Mezza Estate, proprio come si faceva una volta in epoca pre-cristiana.
Sono arrivati svariati parenti e amici e,  insieme a loro, abbiamo fatto il giro di rito sul trattore di Staffan per raccogliere i fiori con cui si sarebbe decorato il palo (fatto di rami) attorno a cui danzare e cantare.
Mi sono sentita, ancora una volta, in “The Village“, e anche un po’ in “Il Prescelto“, ma meno male che la fine non è stata uguale!

palo

trattore

torte

Altre foto e video della festa

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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