Articoli con tag: morte

Niente Paura

— Cos’è la felicità per te? —
— Raggiungere una tale serenità nella mia vita da non avere paura di morire. —

 

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Sogno, o son morta?

A volte mi chiedo se sono morta oppure no.
Potrebbe essere il motivo per cui le cose non vanno avanti, stanno sempre ferme lì, e tu le attendi senza mai giungere alla conclusione perché significherebbe svegliarsi e fare i conti con la realtà, ovvero che tutto questo non esiste.
Se non nella mia mente deceduta.
A voi non capita mai di avere questa sensazione?
Nessuno chiama, nessuno risponde, nessuno scrive.
Il mondo attorno è morto.
Oppure lo sono io.
Il silenzio dell’informazione, è questo il più straziante.
Che succede oltre il confine della mia “non-morte”?
Qualcuno mi dia un segno.

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La speranza, questa sconosciuta

Ogni volta che lascio l’italia per ritornare a Mosca rimane indietro un brandello di me, ma non per il posto, o il cibo o chissà altro, anche se quelli pure non smettono di mancarmi; sono altri i motivi e stavolta ci ho lasciato il mio intero corpo compresa l’anima. E’ stata fatta a pezzi, come Voldermort fece con la sua, solo che non mi ha reso l’immortalità.
Il mio corpo è vuoto, la mia mente è vuota, c’è posto solo per pensieri basilari come mangiare, dormire, andare in bagno, dover prendere un aereo… ma talvolta nemmeno quelli si fanno sentire.
Ogni volta che provo a distrarmi pensando alla normalità, la mia mente corre attraverso sentieri invalicabili, per poi stancarsi per la fatica e l’inutilità di raggiungerli.
Il risultato rimane comunque lo stesso: non c’è soluzione.
Ho perso la speranza. Non trovo più nulla per cui valga la pena soffrire, combattere, andare avanti.
Ogni cosa si è sgretolata sotto i miei piedi, lasciandomi a dover saltare di roccia in roccia senza però mai trovare un appoggio stabile e duraturo. Sono arrivata al limite della sopportazione.
C’è chi si rifugia in Dio, di qualsivoglia tipo, per alleviare le proprie pene da questo mondo, per dare un senso alle sofferenze sapendo di approdare a rive migliori.
Io non sono credente e, per quanto bello sia questo pensiero che trovo solo rassicurante per noi poveri esseri illusi e traditi, non ha niente a che fare con me, nemmeno con la mia peculiare spiritualità.
Può esistere Madre Terra, può questo Dio essere in realtà di una specie superiore, può davvero persino esistere come i religiosi lo intendono, perché no? Tutto può essere, ma ciò non toglie il fatto che QUESTA vita la devo affrontare io, nessun essere superiore è lì a farlo per me. Sono io che devo soffrire giorno dopo giorno, alternando momenti di contentezza a quelli, molto più frequenti, di tristezza, e senza mai ad arrivare alla piena soddisfazione e felicità di me stessa.
E io, con tutto il rispetto, francamente mi sono rotta le palle.
Ho creduto per tutta la mia vita nella speranza, mi sono comportata bene col prossimo nei modi migliori che ho potuto, ho sempre cercato di essere onesta e comprensiva. Certo, ho fatto errori, ho sbagliato molti di questi comportamenti che credevo di perseguire, ma in buona fede. Ho sempre chiesto scusa se in errore, ho tentato in tutti i modi di capire l’animo umano venendo da una minima esperienza nel campo etologico e psicologico (avendone frequentano persino uno) e, conoscendolo, l’ho sempre compreso ma mai giustificato, anche nei suoi peggiori errori.
Eppure cosa ottengo?
Solitudine, incomprensioni, insulti, disprezzo, un amore che si trasforma in odio, o un altro che si trasforma in incomprensione…
E forse si hanno spiegazioni logiche del perché di questo cambiamento repentino?
Secondo voi la VERA VERITA’ viene detta? No, figuriamoci, la gente si giustifica, li puoi anche comprendere, ma non ti spiegano mai come e perché questa cosa è successa; e non ti spiegano mai perché non era possibile parlarne prima, o meglio, se doveva essere qualcosa di scomodo, farlo semplicemente presente e non trattarlo come qualcosa di poco conto che in un secondo momento diventa di priorità estrema.
Ma forse a volte è anche vero che siamo noi stessi a comportarci in modo sbagliato senza nemmeno rendercene conto; a volte con tutte le nostre migliori intenzioni riusciamo solo a fare delle gran cazzate.
La maggior parte delle persone vede o vuole vedere in te soltanto il lato peggiore perché non è in grado di comprendere, ma esistono pochissime persone che invece riescono a capire e a perdonare chi e come sei, e per queste vale forse la pena aspettare, soffrire e combattere.
In ogni caso, adesso mi sento nulla, la mia ennesima speranza è andata a farsi benedire (o forse dovrei dire maledire), dentro di me ogni organo è come fosse stato estratto lasciando solo il vago ricordo della sua funzione.
Se prima la mia fiducia nel genere umano era scarsa, adesso è scomparsa del tutto.
Non vedo più futuro davanti a me, questa vita mi sta uccidendo lentamente, non so che fare.
Non sono viva, non sono morta.

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Time after Time

Mi chiedo se una volta tanto nella mia vita riuscirò a ottenere qualcosa senza dovermela sudare. Mi chiedo anche se sia fattibile ottenerla senza pagarne le conseguenze… sembra quasi che desiderare una cosa semplice e sana come la propria felicità sia una richiesta impensabile, se non addirittura un peccato!

Trovo che sia ingiusto che tutte le nostre pene debbano risolversi soltanto nell’attimo in cui troviamo la morte.

Non sono religiosa, non sono credente, ho certamente una mia spiritualità ma non credo che esista un Grande Disegno per cui tutto abbia un senso. Trovo che sia semplicemente la vita: una lunga serie di prove estenuanti in cui ogni essere nasce, cresce, si riproduce e muore soltanto per l’atto di… vivere, né più, né meno.  Funziona così per ogni creatura al mondo, soltanto che noi esseri umani, con la nostra mente razionale, dobbiamo vedere in ciò che ci accade un Senso, una motivazione che ci faccia sentire sicuri, che ci dia una speranza.

In realtà ogni cosa è semplicmente frutto del caso, della fortuna o della sfortuna, di semplici atti che portano a un momento. Non ci sono speranze e sogni oltre la soglia del nostro tempo, è inutile raccontarsela…

Eh, il Tempo…

Quel gran bastardo si prende gioco di noi in qualsiasi momento! Incontrollabile, sfugge alla presa come un cavallo impazzito, e per quanto tu possa  rincorrerlo Lui sarà sempre più avanti di te e ti guarderà in faccia da una distanza insormontabile e riderà di te per essere ancora una volta riuscito a scappare.

Ma arriverà il giorno in cui lo raggiungerai, in cui potrai guardarlo dritto negli occhi senza temere che scappi. Arriverà il giorno in cui vincerai su di Lui e sarai tu a ridere!

Peccato però che quel giorno sarà anche il giorno della tua sconfitta.

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«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

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